Sabato 21 febbraio, alle 19:30, il Teatro Ricciardi di Capua era già tutto esaurito. L’attesa era palpabile, tra sguardi curiosi e vibrazioni di trepidazione, mentre il pubblico si preparava alla serata. Presenti le protagoniste Valeria Golino e Jasmine Trinca, accompagnate dal regista Nicolangelo Gelormini, sul palco del teatro. Essere in prima fila ha reso l’attesa ancora più intensa: percepire l’emozione delle attrici, del regista e il calore del pubblico ha trasformato la serata in un’esperienza viva e memorabile.

La Gioia racconta la storia di Gioia (Valeria Golino), insegnante di francese quasi cinquantenne, vissuta sempre sotto lo stesso tetto dei genitori, incapace di conoscere il piacere e l’affetto autentico, immersa nei libri di Verlaine, Rimbaud e Flaubert. La sua routine grigia viene sconvolta dall’incontro con Alessio (Saul Nanni), giovane studente costretto a prostituirsi per soddisfare i bisogni materiali di una madre cinica e ambiziosa (Jasmine Trinca).

Il film è ispirato a un fatto di cronaca recente, l’omicidio di Gloria Rosboch nel 2016, e mette a confronto due mondi familiari disfunzionali: quello repressivo e religioso di Gioia e quello materialista e cinico di Alessio. Entrambi i protagonisti sono fragili, isolati e incapaci di educazione sentimentale, e l’incontro tra loro genera desiderio, illusione e inevitabile tragedia.

La performance di Valeria Golino è impressionante: totale metamorfosi fisica e psicologica, con una presenza scenica intensa che trasmette tutta la vulnerabilità del personaggio. Jasmine Trinca regala una madre inquietante e credibile, cinica e spietata, incarnando l’egoismo e la disfunzione familiare. Saul Nanni, nei panni di Alessio, bilancia cinismo e fragilità, rendendo il suo personaggio sorprendentemente umano e complesso. La chimica tra i tre interpreti costruisce momenti di tensione e verità emotiva che restano impressi.

Gelormini conferma una cifra stilistica già evidente nel suo esordio Fortuna: un’attenzione quasi chirurgica alla desolazione dei contesti urbani e familiari, ai dettagli imbarazzanti e alle microtensioni dei rapporti umani. La violenza non si riduce all’omicidio ma emerge nella privazione del contatto umano, nell’assenza di empatia e nella fragilità emotiva dei personaggi.

L’estetica richiama atmosfere anni ’70, con scelte fotografiche e montaggio che intensificano la sensazione di alienazione e sospensione temporale. Il film evita la spettacolarizzazione del sesso e della violenza, concentrandosi invece sull’intimità disturbante dei personaggi e sulla loro incapacità di comunicare.

Per atmosfera e tensione emotiva, La Gioia richiama film italiani come L’imbalsamatore, Le conseguenze dell’amore e Dogman, ma anche il precedente lavoro del regista, Fortuna. Tutte queste opere esplorano l’inquietudine interiore, l’isolamento emotivo e i rapporti umani fragili e complessi, più che concentrarsi sugli eventi in sé. Gelormini conferma con La Gioia la sua capacità di rendere palpabile solitudine, fragilità e desolazione dei personaggi, restituendo al pubblico una visione intensa e riflessiva della natura umana.

La presentazione prima della proiezione ha inaugurato la serata con sul palco il regista Nicolangelo Gelormini e le attrici Valeria Golino e Jasmine Trinca, accompagnati da Viola Prestieri, produttrice e da sempre colonna portante di ogni lavoro di Valeria. Trinca ha raccontato di essere stata emozionata a salire su un palco di quel tipo, percependo il calore del pubblico e le vibrazioni particolari della sala. Lo stesso Gelormini ha definito la performance di Golino una “cavalcata verso l’infinito”. Dopo la presentazione, intorno alle 20, regista e attrici hanno lasciato la sala, ma l’esperienza e il contatto con il pubblico avevano già lasciato un’impressione forte e memorabile.

La Gioia è un film cupissimo, rigoroso e potente, che racconta la desolazione e la solitudine con coraggio e senza indulgere alla pietà. Grazie alle interpretazioni straordinarie di Golino, Trinca e Nanni, e alla regia precisa di Gelormini, l’opera lascia un’impronta duratura: inquietante, emotivamente intensa e profondamente italiana. Un film che scuote, provoca riflessione e rimane impresso a lungo nella memoria dello spettatore.

Con Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella, Betti Pedrazzi.

Italia, 2025, durata 108 minuti.

Uscita cinema giovedì 12 febbraio 2026 distribuito da Vision Distribution.

Roberto Buono