Nel terzo capitolo della nostra conversazione, il cantautore e chitarrista irlandese Ronan Furlong si apre sulle fondamenta intellettuali e filosofiche che plasmano la sua arte e la sua vita quotidiana. Noto per la sua capacità di intrecciare immagini storiche e idee senza tempo all’interno dei suoi testi, Ronan racconta come la filosofia stoica gli serva da vero e proprio sistema operativo personale, quale ruolo spirituale possa rivestire la musica moderna nel riconnetterci alle radici antiche e in che modo superare le tempeste metaforiche dell’esistenza trovi un parallelo in un bagno gelido nel Mare d’Irlanda.
Legami con la mitologia, la storia e la filosofia
- La tua passione per la storia e la filosofia è un tratto distintivo del tuo modo di scrivere. Quanto influenza questo bagaglio intellettuale la tua vita quotidiana, al di là della musica?
Influenza enormemente la mia vita di tutti i giorni e il modo in cui mi rapporto al mondo. Sinceramente credo che farei fatica senza, poiché sento che gran parte della filosofia in cui mi sono imbattuto mi fornisca un vero e proprio sistema operativo per affrontare le sfide e le traversie della vita quotidiana — permettendomi di imparare lezioni fondamentali dai maestri del passato (molti dei quali sono italiani; Seneca, ad esempio, è per me una fonte d’ispirazione grandissima).
Leggere molta storia è fantastico per scoprire affascinanti temi lirici da esplorare, ma su un piano più pratico è anche un utilissimo podio che ricorda quanto la vita sia stata dura per la stragrande maggioranza delle persone vissute prima di noi, e questo mi rende grato per il comfort e la serenità della vita di cui posso godere oggi.
- La mitologia irlandese è ricca di simboli legati alla natura e alla rinascita. Credi che la musica moderna possa fungere da ponte per riconnettere le persone a queste radici antiche?
Sì, ne sono assolutamente convinto. Per molti versi sento che la vita moderna sia spiritualmente impoverita e priva di bellezza e ispirazione. Inoltre, ritengo che i ritmi frenetici del mondo odierno impongano una notevole pressione mentale sulle persone, difficile da gestire. Sento che molta della saggezza del passato sia stata trascurata o dimenticata, e sarei felice se la mia musica potesse, anche solo in minima parte, contribuire a creare un ponte verso quelle antiche conoscenze capaci di aiutarci a navigare in un mondo pieno di sfide.
- Se dovessi raccomandare un libro di storia o un testo filosofico a qualcuno che desidera comprendere a fondo la tua visione del mondo, quale sceglieresti?
Diarii e manuale di vita (Discourses and Selected Writings) di Epitteto — un’ispirante guida pratica alla vita enunciata da un ex schiavo. Amo molto anche leggere le Lettere a Lucilio (Letters from a Stoic) di Seneca, un’opera ricca di uno stile meraviglioso ma anche piena di consigli incredibilmente pratici per affrontare le avversità e governare la propria attenzione.

- Molti dei tuoi brani, da “Samarkand” a “Mystic Mountain”, esplorano culture lontane e ambientazioni storiche. Cosa ti spinge a immergerti in temi geografici e concettuali così variegati?
Leggere molti libri di storia mi fa conoscere tante città antiche, personaggi e culture del passato di grande ispirazione. Autori contemporanei di talento come Tom Holland e Simon Sebag Montefiore, o podcaster come Dan Carlin, offrono uno sguardo intrigante e affascinante su un passato che trovo travolgente.
Nella mia vita sono stato fortunato poiché ho viaggiato molto ed sono entrato in contatto con diverse culture, e questo mi ha fornito una profonda riserva di temi da esplorare.

- Il testo di “Splitting The Ash” parla di trasformare la pioggia e le tempeste in sensazioni positive. È una metafora che applichi nella tua vita di tutti i giorni per affrontare i momenti difficili?
Uno dei benefici che traggo dal nuotare in un mare freddo è la sensazione di superare la mia iniziale riluttanza a entrare in acqua, unita al grande senso di appagamento (e sollievo!) che provo una volta terminata la nuotata.
Sento che per vivere una vita piena sia fondamentale cercare sempre di esplorare e superare le sfide. Non importa se si vince o si perde; la vera gratificazione deriva dall’atto stesso di provarci e di fare del proprio meglio con ciò che la vita ci presenta.




