Sabato 11 Settembre 2026: Ai Molini Meridionali Marzoli di Torre del Greco un concerto intenso tra grandi canzoni, improvvisazione e musicisti protagonisti. Fino al bis di “Dalla pace del mare lontano”.
Sergio Cammariere entra sul palco, si siede al pianoforte e comincia a improvvisare. Nessuna introduzione, nessuna canzone da riconoscere subito: solo il pianoforte, le note che cercano una direzione e una sala che ascolta. Sono le 21.10 ai Molini Meridionali Marzoli. Le sedie sono tutte occupate, in fondo c’è gente in piedi. Quando comincia a suonare, l’applauso con cui è stato accolto lascia spazio al silenzio. È così che prende il largo il concerto.
Prima della voce, prima dei brani più conosciuti, c’è la musica. Il pianoforte prende il tempo, cerca il suono e apre la serata. Poi Nessuna è come te, in una versione più tirata, soprattutto nel finale, quando il brano si apre a una breve jam. Le canzoni, questa sera, non sono soltanto brani da riconoscere e cantare: possono cambiare, allungarsi, prendere una strada diversa.
Con La pioggia che non cade mai entra il violoncello di Giovanna Famulari. Il suono si allarga e la formazione prende forma: Luca Bulgarelli al contrabbasso, Daniele Tittarelli al sax, Michele Santoleri alla batteria, Antonino De Luca alla fisarmonica. Il pianoforte rimane il centro, ma attorno c’è spazio perché ogni strumento trovi il proprio posto.
Poi i fuochi d’artificio. Il rumore arriva dal fuori ed è troppo forte. Prima del brano successivo, il concerto si ferma. Quando il rumore si allontana, riparte con Come un sogno.
Seguono L’amore non si spiega e Per ricordarmi di te. Poi Tempo perduto. È uno dei brani più conosciuti del repertorio, ma anche stavolta i fuochi d’artificio tornano a farsi sentire e arriva una nuova interruzione. Non cerca di coprirli. Si ferma. È un momento curioso, quasi fuori dal tempo: sul palco c’è una musica che chiede attenzione e, dall’esterno, arriva un rumore che quella stessa attenzione la interrompe. Si aspetta e poi si riprende. «Un momento lirico, ora». Restano il pianoforte, la voce e il violoncello di Famulari. È Tema di Malerba, composto undici anni fa per il cinema. La serata cambia passo. Il violoncello accompagna la voce, la voce torna al pianoforte, e per qualche minuto tutto sembra più vicino, più raccolto.
Con Padre della notte arriva una canzone che porta con sé una storia lunga. Viene presentata come una preghiera laica, con il ricordo di averla proposta per la prima volta al Papa venticinque anni fa. Poi Libero nell’aria e Cantautore piccolino. Qui il ritmo cambia. Il brano è swingato e la band può allargarsi.
La fisarmonica di Antonino De Luca ha un intervento acceso, il contrabbasso di Luca Bulgarelli prende spazio. Il sax di Daniele Tittarelli attraversa il pezzo con misura, mentre Santoleri tiene il passo e prepara il terreno per quello che arriverà più avanti.
Arriva Tutto quello che un uomo. Il pubblico la riconosce immediatamente e la canta. Poi gli applausi, gli inchini. Sembra finita. Invece il pianoforte torna al centro. L’invito è a cantare ancora. E questa volta non è soltanto il pubblico a seguire il cantante: per qualche minuto sono tutti dentro la stessa canzone. È un momento semplice, senza costruzioni, e proprio per questo funziona.
Poi il bis. Dalla pace del mare lontano.
La canzone prende tempo. Si dilata. Santoleri si prende un lungo spazio alla batteria e costruisce un solo sorprendente, con alcuni passaggi di cabasa. Il brano si allontana dalla forma conosciuta e lascia emergere la parte più libera della formazione. Poi la fisarmonica di Antonino De Luca entra con un’energia esplosiva. È l’ultimo scatto del concerto, quello che porta la musica verso la chiusura. Dalla pace del mare lontano è del 2002. Ventiquattro anni dopo, sul palco di Torre del Greco, non suona come un pezzo da repertorio da riproporre uguale a se stesso. Il brano resta aperto, affidato ai musicisti e portato fino a un finale che è insieme canzone e improvvisazione. Ed è qui che il concerto trova la sua misura: nelle canzoni conosciute, ma soprattutto nella libertà con cui vengono trasformate dal vivo. Fino all’ultimo accordo.
Scaletta
- Improvvisazione
- Nessuna è come te
- La pioggia che non cade mai
- Come un sogno
- L’amore non si spiega
- Per ricordarmi di te
- Tempo perduto
- Tema di Malerba
- Padre della notte
- Libero nell’aria
- Cantautore piccolino
- Tutto quello che un uomo
- Bis: Dalla pace del mare lontano
Formazione
- Sergio Cammariere — pianoforte e voce
- Luca Bulgarelli — contrabbasso
- Daniele Tittarelli — sax
- Michele Santoleri — batteria
- Antonino De Luca — fisarmonica
- Giovanna Famulari — violoncello
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