Domenica 22 marzo 2026, alle 19, il Teatro di San Carlo ha ospitato un concerto che ha messo a confronto due mondi musicali: la limpidezza classica di Wolfgang Amadeus Mozart e la profondità emotiva e l’ambiguità di Gustav Mahler.
A seguito della defezione del Maestro Fabio Luisi, annunciata nei giorni precedenti, la direzione è passata al Maestro Dmitry Matvienko, che ha guidato l’Orchestra del Teatro di San Carlo e il soprano Marina Monzò con grande maestria, estraendo luminosità e precisione da ogni sezione. La prima parte ha visto un’interpretazione elegante e coinvolgente della “Haffner” di Mozart, eseguita con energia e brillantezza. La sinfonia, relativamente breve, è stata seguita da un intervallo di 15 minuti, durante il quale la sala, quasi al completo, ha vibrato di attesa.
La Sinfonia n. 35 in re maggiore K. 385, nota come “Haffner”, fu composta da Mozart nel 1782. Originariamente concepita come una serenata per la nobile famiglia Haffner di Salisburgo, fu poi rielaborata in una sinfonia in quattro movimenti per il debutto viennese. L’Allegro con spirito ha aperto con slancio e contrasti dinamici, seguito dall’Andante, lirico ed elegante, attraversato da sottili ombre emotive. Il Menuetto ha mantenuto chiarezza e concisione, preparando al Finale (Presto), chiuso con circolarità tematica e brillante energia orchestrale.
La seconda parte ha proposto la Quarta Sinfonia di Mahler, disegnata in quattro movimenti. Il primo, “Bedächtig, Nicht eilen” (Riflessivo, Non affrettato), si è aperto con il suono caratteristico dei campanelli di slitta, introducendo un clima pastorale e fiabesco. Il secondo, “In gemächlicher Bewegung, ohne Hast” (Con movimento tranquillo, senza fretta), ha rapito il pubblico con il suo scherzo dominato dalla figura del “Freund Hein” (l’Amico Hein), personificazione della morte raffigurata come violinista con violino scordato, eseguito dal primo violino Fabrizio Falasca. Nonostante il tema macabro, il tono della musica è bonario e danzante, con un sottile presagio inquietante. Il terzo movimento, “Ruhevoll” (Calmo, un poco adagio), ha costituito il cuore emotivo della sinfonia, affidato agli archi dell’orchestra. Basato su variazioni di due temi principali, il movimento ha trasmesso meditazione e serenità, fino all’apertura improvvisa in fortissimo in Mi maggiore, come un varco sulle porte del paradiso. L’orchestra ha creato un tappeto sonoro di grande raffinatezza, sostenendo ogni sfumatura del fraseggio, e preparando con delicatezza l’ingresso del soprano. Il quarto movimento, “Sehr behaglich” (Molto comodo), ha visto Marina Monzò interpretare il lied “Das Himmlische Leben” (La vita celeste), tratto dal Des Knaben Wunderhorn. La soprano ha conquistato la sala fin dalle prime note, con un timbro chiaro, brillante e pieno di sfumature. La sua interpretazione ha reso palpabile l’innocenza e la meraviglia infantile della visione del Cielo, alternando leggiadria e dolcezza mistica. Nel climax finale, le ultime frasi, sospese su note alte e luminose, hanno creato un effetto quasi trascendentale, facendo percepire la purezza del mondo celeste evocato da Mahler. L’interazione con l’orchestra è stata impeccabile: ogni entrata, ogni risposta orchestrale sembrava parte di un dialogo vivo e armonioso, amplificando la sensazione di sospensione e incanto.
Il pubblico, rapito, ha reagito con applausi calorosi e prolungati, tributando non solo alla bravura tecnica di Monzò e dell’orchestra, ma anche alla capacità di trasmettere emozioni profonde, delicate e insieme gioiose. La serata ha così tracciato un arco sonoro tra due mondi: la limpidezza di Mozart e la complessità emotiva di Mahler. Matvienko e Monzò hanno reso coerente e avvincente questo dialogo tra epoche e stili, in un San Carlo vibrante e partecipativo. La musica ha lasciato la sala sospesa tra meraviglia e introspezione, un ponte ideale tra rigore classico e universo emotivo mahleriano.
Programma
WOLFGANG AMADEUS MOZART
(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)
Sinfonia n. 35 in re maggiore K. 385 “Haffner”
- Allegro con spirito
- Andante
- Menuetto
- Finale (Presto)
GUSTAV MAHLER
(Kališté 1860 – Vienna 1911)
Sinfonia n. 4 in sol maggiore per soprano e orchestra
- Bedächtig: Nicht eilen
- In gemächlicher Bewegung. Ohne Hast
- Ruhevoll
- Sehr behaglich
Testo tratto da Des Knaben Wunderhorn





