Eric Mormile utilizza la legatura latina nel titolo “ÆSTHETICA pt. I”, il suo nuovo album, per nobilitare i piaceri naturali — il sesso, il viaggio, il mare, il riposo — elevandoli al rango di forma d’arte. Ed è da questa filosofia di base che nasce un disco che segna la piena maturità espressiva di un artista capace di far convivere la New Wave, il Prog e la Fusion con la lingua napoletana.
Il viaggio di questo concept parte dalle pareti domestiche di “Stanza Mia”, omaggio intimo ai Beach Boys, per poi tuffarsi nelle acque di Ischia con “Int’ ‘o Blu” e “Vita ‘e Mare”. Musicalmente, il disco è un gioiello di produzione che guarda alla California con occhi europei. In “’Ngiro p’ ‘o Munno”, Mormile rende omaggio al groove shuffle di Jeff Porcaro (Toto) e allo scat di George Benson, dimostrando una padronanza tecnica fuori dal comune. Notevole anche la “suite del sogno” composta da “Nu Tuffo Futo” e “Nu Regno ‘e Fantasia”, dove l’artista costruisce un rifugio onirico tra cori armonizzati e pianoforti elettrici sognanti.
L’album si chiude con la prima traccia strumentale della discografia di Mormile, la title track “ÆSTHETICA pt. I”, un pezzo Fusion/Jazz Funk che sintetizza l’intero senso del progetto: la bellezza che passa attraverso la distensione. Supportato dalla regia “fumettata” di Michele De Angelis nei visual, Mormile ha creato un racconto coerente che si snoda tra video e musica. In un’epoca di ascolti distratti e algoritmi frenetici, Eric Mormile ci consegna un lavoro che richiede di essere vissuto con tempi distesi, un’opera che celebra la joie de vivre come atto di resistenza culturale.





