Ugo Santamaria
Avevo circa 25 anni quando nelle riunioni sociali di Trieste fece la sua comparsa un ricco signore abruzzese certo Cima. Io non sapevo perché egli avesse prescelto Trieste a suo soggiorno.
Viaggiavo alla volta di Boston – narrò Cutt-Hardy ai suoi soliti ascoltatori – chiamato da un banchiere il quale era stato vittima di un ingente furto, perpetrato in condizioni misteriosissime.
I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia. Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.11
Un paléo ed una palla stavano con altri balocchi in un cassetto; e il paléo disse alla palla: «Se ci sposassimo, da che stiamo nello stesso cassetto?» Ma la palla, ch'era ricoperta di marocchino, e pretensiosa come lo sono spesso le belle signorine, non gli diede nemmeno risposta.
La sera di una giornata in barca Masino non s’annoiava mai. E dire che sovente usciva a fare un giretto di mezz’ora con visita a un caffè e fumata.
Ogni volta che in casa del commendator Scalandri si riuniva la Commissione, i bambini venivano relegati in uno stanzone in fondo al corridoio, e per loro era una festa.
Che cosa fosse la Commissione non erano mai riusciti a saperlo.
Il signor Maier si recò dal signor Reveni non ben deciso ancora se domandargli conforto o aiuto. Erano stati buoni amici tutta la loro vita. Ambedue dal nulla s‘erano fatta un‘ingente sostanza lavorando ambedue da mattina a sera…
L’uomo più buono del mondo ch’io ho conosciuto era il mio padrino: e non poteva essere che tale, se era l’amico intimo di mio padre. Mio padre non usciva, si può dire, fuori di casa, eppure conosceva, o meglio era conosciuto, da una infinità di gente…
C'erano due galletti — uno sul letamaio ed uno sul tetto; e tutti e due pieni di boria. Chi poi valeva meglio? Ditemi pure la vostra opinione; ma, tanto, io mi terrò la mia.





