C’è un modo di pensare la realtà che non si accontenta di descriverla, e nemmeno di interpretarla: vuole invece trasformarla dal di dentro, muovendosi come un organismo vivente e non come una macchina. Si chiama dinontorganica, parola che suona complessa ma che racconta una intuizione sorprendentemente semplice e insieme radicale. A coniarla, intorno alla metà del Novecento, fu un teologo e filosofo salesiano torinese, Tommaso Demaria (1908‑1996), per quasi quarant’anni docente alla Pontificia Università Salesiana. Oggi, a decenni dalla sua scomparsa, le sue idee tornano a circolare non solo nei saggi accademici ma in progetti concreti di welfare partecipato, laboratori di coesione sociale e persino in un nuovo modo di immaginare l’impresa.

Il termine dinontorganica comprime tre dimensioni che Demaria non volle mai separare. La dimensione dinamica: niente è fermo, tutto si trasforma e si muove, ma non nel senso caotico di un cambiamento fine a se stesso. Poi la dimensione ontologica: il movimento non è superficiale, perché per agire bene bisogna conoscere la realtà in profondità, affondando come una radice. Infine la dimensione organica: la società, un’azienda, una comunità non sono né un insieme di atomi isolati (individualismo) né un ingranaggio senza volto (collettivismo meccanico), bensì un corpo vivo in cui le parti collaborano secondo quella che Demaria chiamava la logica del dono e del vivere per. Tradotto: nessuno è solo, nessuno è un ingranaggio; ciascuno contribuisce attivamente al bene comune.

Demaria non si limitò a scrivere libri. Negli anni Sessanta fondò il Movimento Ideoprassico Dinontorganico (M.I.D.), oggi trasformato nell’associazione Nuova Costruttività. Il termine ideoprassico è già un programma: idea più prassi, pensiero che immediatamente si fa azione. Non serve una teoria bellissima se non si traduce in pratica quotidiana, ripeteva. Il suo primo testo fondamentale s’intitolava proprio Pensare ed agire, e in quelle pagine elaborò il cosiddetto metodo della radice: una conoscenza organico‑dinamica che consente di “pensare come mondo”, cioè di non separare mai ciò che si capisce da ciò che si fa. Il problema, per Demaria, non era accumulare concetti astratti ma individuare un indice – una direzione concreta – che orientasse l’azione nella storia.

E qui si arriva al cuore pulsante della sua eredità: il motto latino acta non verba – azioni, non parole. Non è lo slogan di un attivista impulsivo, come a volte si fraintende. Demaria lo declinava insieme a un altro principio umanistico, festina lente (affrettati lentamente), aggiungendo exitus acta probat: è il risultato, l’esito organico e costruttivo, a dimostrare la bontà dell’azione. Non si tratta di fare a casaccio, ma di agire con una lentezza che è radicamento e una rapidità che è decisione. In una nota rimasta nei suoi appunti, un suo allievo ha recentemente ricordato che “dalla prospettiva dinontorganica, ‘festina lente: exitus acta probat’ non è un invito a un’azione irriflessiva, ma una sintesi che invita a un’azione che sia al tempo stesso dinamica e radicata, la cui validità è dimostrata dalla sua capacità di produrre esiti organici e costruttivi nella realtà storica”.

Non è una filosofia da camera. Oggi la dinontorganica vive in luoghi sorprendenti. C’è Elsewhere, un progetto che trasforma i principi di Demaria in azioni reali sui territori: laboratori di coesione, welfare partecipato, percorsi educativi alla comunità. Non un circolo di studi teorici, ma una struttura ideata per calare la filosofia dinontorganica nella realtà dei legami sociali. E c’è il dibattito sull’impresa dinontorganica: un’azienda intesa non come un asset statico da massimizzare, ma come un “ente che si fa attivisticamente nello spazio e nel tempo, la cui evoluzione dipende ontologicamente dalle relazioni tra le persone”. L’essenza, direbbe Demaria, non è, ma si fa.

Forse il tratto più originale di questa prospettiva è il rifiuto delle grandi utopie astratte. La Nuova Costruttività non promette paradisi, ma forma persone capaci di costruire relazioni autentiche, aziende solidali, comunità coese. Un realismo organico e dinamico che non ha paura della lentezza, purché quella lentezza produca frutti. Come scriveva Demaria in un frammento ritrovato: l’errore più grave non è sbagliare, ma non generare alcun effetto costruttivo nella carne del mondo.

In sintesi, la dinontorganica è oggi una voce minoritaria ma vivace, che attraversa silenziosamente i discorsi sulla sostenibilità sociale, sull’economia civile e sulla rigenerazione urbana. Tommaso Demaria, morto nel 1996, non ha fatto in tempo a vedere i social network né le piattaforme collaborative. Eppure il suo metodo della radice sembra fatto apposta per un’epoca stanca sia del solipsismo digitale sia del gregge anonimo. Perché, alla fine, il suo messaggio è disarmante nella sua evidenza: pensare ed agire come un corpo vivo, dove ogni gesto conta, e dove le parole pesano solo se diventano acta. Il resto è rumore.


Bibliografia verificata essenziale

  • Demaria T., Pensare ed agire (ed. Salesiana, 1949) – per il metodo della radice e il concetto di “pensare come mondo”.

  • Associazione Nuova Costruttività (già Movimento Ideoprassico Dinontorganico), materiali divulgativi e documenti sul progetto Elsewhere.

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Antonio Rossello
Antonio Rossello, è nato a Savona nel 1964 e vive ad Albisola Superiore (SV). Padre di Francesco. Laureato in Ingegneria meccanica all'Università degli Studi di Genova nel 1989, diploma di Laurea internazionale Dr. HC in Sociologia rilasciato dall’Università Internazionale U.P.T.E.A.G. il 24/04/2024 (Iscritto all'Associazione Sociologi Italiani al n. 383). Dopo il Corso Allievi Ufficiali di Complemento presso la Scuola Militare Alpina di Aosta, ha prestato servizio militare, nell'Arma dei Carabinieri come Ufficiale con il grado di Sottotenente nel 1989/90. Attualmente in congedo con il grado di Primo Capitano. Tornato alla vita civile, dal 1991 è alle dipendenze dell’azienda elettromeccanica genovese ANSALDO ENERGIA. E’ stato in trasferta per lavoro in vari Paesi europei, del Medio Oriente, dell’Africa del Nord e dell’Asia . Ha retto diversi incarichi civili ed associativi: membro dell’Assemblea del Corsorzio Depurazione Acque di Savona, Consigliere della Sezione di Savona e del Gruppo delle Albisole dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), prima Consigliere e, dal 2003 al 2011, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) Sezione di Savona. Tra i promotori di varie iniziative a carattere sociale, culturale e patriottico promosse da ANC, ANA e Conferenza permanente dei Presidenti delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e Patriottiche della Provincia di Savona . Ulteriormente Socio dell’ I.P.A. (International Police Association), dell’U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), dell’A.I.O.C. (Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche), della F.I.V.L. (Federazione Italiana Volontari per la Libertà) e donatore di sangue dell’A.V.I.S. Insignito dell’Onorificenza di Cavaliere della Repubblica (O.M.R.I.) nel 2007, Cavaliere di Ufficio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Ramo Spagna (2024), dell’Attestato di Beneremenza dell’U.N.U.C.I , della Benemerenza Rossa A.V.I.S e dell’Onorificenza di Primo Livello dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati (A.I.C.I.). E’ autore di numerose pubblicazioni di vario genere ed è stato coinvolto, come coautore, in diverse antologie (vedere elenco completo su: https://retisocialienetworking.blogspot.com/p/curriculum-vitae-antonio-rossello-citta.html). Nel 2012 ha ricevuto la consegna della medaglia d’argento della FIVL. E’ attualmente Web Editor dei siti ufficiali di alcuni artisti ed autori locali, Presidente del Centro XXV Aprile, Presidente della Federazione Provinciale di Savona e della Sezione delle Albissole dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati (A.I.C.I.), Segretario della Federazione Provinciale di Savona dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra (A.N.V.G.), Presidente della Federazione Provinciale di Savona dell'Istituto del Nastro Azzurro, Segretario Associazione Nazionale Carabinieri Sez. Varazze e Socio ANCRI (ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSIGNITI DELL'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA), membro direttivo sindacale di categoria. Cofondatore della Rassegna multiculturale “Dal Mare alle Langhe fino al Monferrato”, dal 2013 ad oggi promossa dal Centro XXV Aprile, congiuntamente ad altre Associazioni e alle Amministrazioni di Bubbio (AT), Monastero Bormida (AT), Ponti (AL), Denice (Al), Albisola Superiore (SV), Albissola Marina (SV).