Prima dell’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale, nel maggio 1915, due dei più famosi inviati speciali italiani, Arnaldo Cipolla e Mario Sobrero poterono visitare, come giornalisti neutrali, i fronti di guerra da ambo le parti. Le loro corrispondenze, scritte per «La Gazzetta del popolo», vengono pubblicati nel 1915 in questa raccolta. I “sette popoli” sono in realtà molti di più: Sobrero dopo essere passato dall’Austria, si occupa soprattutto del fronte occidentale dalla parte della Francia; Cipolla riesce a seguire l’esercito tedesco in Belgio, si sposta in Olanda, in Gran Bretagna, e infine si reca in Grecia dove si occupa dell’Impero Ottomano, della Romania, della Serbia, della Bulgaria.

Scritti “in diretta” e pubblicati in volume quasi subito, i vari racconti danno al pubblico italiano un quadro degli avvenimenti che va dalla prima linea, con la descrizione della vita in trincea che già nei primi mesi di guerra aveva rivelato il suo dramma, alle retrovie e al coinvolgimento dei civili nelle città francesi e tedesche; rivelano l’inadeguatezza delle vistose divise francesi, facile bersaglio per i tiratori avversari; affrontano il tema delle bugie di guerra, che più tardi il famoso storico francese Marc Bloch avrebbe affrontato nel suo La guerra e le false notizie.

Sinossi a cura di Claudio Paganelli

Dall’incipit del libro:

Partecipare alla vita di Vienna in queste giornate tristamente storiche è per noi italiani come dare un tuffo in pieno ’48. Un passo indietro di mezzo secolo e più.
Ma non è l’improvviso regresso quello che al nostro cuor d’italiani dà un’indicibile stretta d’angoscia. La spaventosa guerra che l’Europa vede scatenarsi da mare a mare, da un territorio all’altro, equivale ad una soppressione così completa della civiltà, che settant’anni di regresso non contano per nulla.
Sgomenta invece la vigile e dolente nostra italianità il ritorno a quel passato che nella storia nostra è registrato con più sangue e con più lacrime: a quel passato che, colla prepotenza dei suoi marescialli, colla malvagità dei suoi inquisitori, colla violenza barbara dei suoi croati, l’Austria ha fatto incancellabile.
Ah, non è soltanto perchè nei caffè del Graben o nei cabarets l’orchestrina intona la marcia di Radetzki, che a Vienna si pensa di essere tornati al ’48!
Gli azzimati ufficiali, ai quali non si sconviene la pubblica compagnia delle cocottes, potrebbero con tutto il dovuto entusiasmo accompagnarne il ritmo ― per loro ― allegro: l’illusione non sarebbe completa.

Scarica gratis: A traverso sette popoli in guerra di Arnaldo Cipolla e Mario Sobrero.