Una commedia d’altri tempi con un tema sempre attuale: l’amore.
Eh sì, perché l’amore non ha tempo, né spazio. E’ uguale, in qualunque epoca e a qualunque latitudine.

Anni ’30 del secolo scorso, Stati Uniti d’America, una giovane, ricca e viziata signorina, innamorata (contrastata dal padre) di un aviatore, scappa per raggiungere il suo uomo a New York.
Durante il viaggio in autobus, incontra Peter, un giovane giornalista che si offre di aiutarla.
Il lungo viaggio e le peripezie che i due dovranno affrontare insieme, li porterà a conoscersi meglio e a innamorarsi.
“Ma voi chi siete? Sono un uragano che urla nella notte”
E proprio come un uragano, Peter agisce, scappando nella notte per raggiungere il suo capo e racimolare mille dollari per sposare la sua innamorata.
Da questo momento si innescano una serie di imprevisti e incomprensioni che porteranno Ellie dal padre e tra le braccia di Westley, che ormai non ama più.
Naturalmente, come in ogni film romantico, degno di questo nome, Ellie e Peter, alla fine si sposeranno, con la benedizione del padre.
Finalmente le “mura di Gerico” potranno cadere.
Il film colpisce per la regia che, anche un non tecnico, riconosce innovativa per quegli anni. Scene in automobile, in aereo, in autobus, cura dei dettagli, primi piani mozzafiato.
Scene tenerissime e di un romanticismo straordinario, lui che mette una coperta, il famoso muro di Gerico, tra i due letti, sempre lui che le offre il suo pigiama e ancora lui che, quando lei, con purezza e semplicità, gli rivela il suo amore abbracciandolo, non approfitta della situazione.
Ma anche scene ultramoderne, che immaginiamo abbiano fatto scalpore all’epoca. La scena dell’autostop e di Ellie che solleva la gonna, mostrando addirittura la coscia, è incredibile per quegli anni. Ma anche la casta visione della ragazza in sottoveste colpisce lo spettatore attento. E cosa vogliamo commentare nella scena in cui Peter rimane a dorso nudo davanti agli occhi di una Ellie che non abbassa lo sguardo per un momento, scappa solo quando lui minaccia di togliere i pantaloni.

(Immagine dal web)

Meritatissimi i cinque oscar: miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior film, miglior attrice e miglior attore protagonisti.
Un Clark Gable giovanissimo, attraente come non mai, che sfida la telecamera con nonchalance, e una splendida, dolce, elegante, Claudette Colbert, che con i suoi occhioni e ciglia perfettamente curve, ha catturato per tutta la durata del film, l’attenzione del pubblico