Nell’affollato panorama del giallo contemporaneo, dove spesso le trame rincorrono stereotipi consolidati, emerge una voce fuori dal coro che decide di giocare con le leggi della fisica e della percezione. Parliamo di Marco Cirinesi e del suo ultimo romanzo, “DOMI” (2024), un’opera che fin dalle prime pagine chiarisce la sua ambizione: non essere solo un racconto d’indagine, ma un’esplorazione filosofica del “possibile”.

La dualità come cifra stilistica

Il romanzo si apre con una premessa affascinante: l’esistenza di mondi paralleli all’interno del nostro universo, dove la realtà differisce per “poche particelle o milioni di atomi”. Questa non è una fuga nel fantasy, ma una chiave di lettura psicologica che accompagna il protagonista, Goran Pircher.

Criminologo esperto di cybersecurity, Pircher è l’incarnazione della dualità. Per il mondo è un professionista metodico; in Ameridia Centrale, sotto l’identità di Peter Lund (soprannominato “el gost”, il fantasma), si muove tra i boss della malavita locale con una spregiudicatezza che confina con l’incoscienza. Cirinesi è abilissimo nel tratteggiare questa schizofrenia esistenziale, rendendo il lettore partecipe del “brivido” che coglie il protagonista davanti al pericolo.

Il mistero di Dominic

Il motore della vicenda è la scomparsa di Dominic Frasu (Domi). Ma chi è davvero Dominic? Attraverso diari segreti, legami familiari ambigui e la figura enigmatica di Nina – collega che sembra condividere con Goran molto più di una semplice scrivania – l’indagine si trasforma in un puzzle emotivo.

La scrittura di Cirinesi si distingue per una capacità visiva notevole. Passiamo dal freddo analitico delle indagini tecnologiche al calore umido delle latitudini latine, dai sapori forti del bourbon ai silenzi carichi di tensione delle stanze degli interrogatori. È un noir sensoriale, dove gli oggetti (una pistola sotto un tavolo, un sigaro acceso, uno schermo che brilla nel buio) diventano correlativi oggettivi degli stati d’animo dei personaggi.

Una struttura a incastro

Ciò che convince di “DOMI” è la struttura narrativa. Cirinesi non ha fretta. Costruisce la tensione con pazienza, alternando l’azione pura a riflessioni profonde sull’identità e sul destino. Il tema del “mondo parallelo” citato in apertura diventa una metafora potente: quante versioni di noi stessi esistono? Quale decidiamo di mostrare agli altri?

Perché leggerlo

PaginaTre consiglia “DOMI” a chi cerca un thriller che sappia di modernità. Se la cybersecurity fornisce l’impalcatura tecnica, è l’indagine sull’animo umano a fornire il cuore pulsante del libro. Cirinesi dimostra che il genere noir è ancora uno degli strumenti migliori per raccontare le contraddizioni della nostra epoca, sospesa tra identità digitali e bisogni ancestrali di appartenenza.

Un esordio (o conferma) che lascia il segno, capace di tenere il lettore incollato alla pagina fino alla rivelazione finale, dove il nome “Domi” acquisterà un significato che va ben oltre la semplice identità di un disperso.


Scheda del Libro

  • Titolo: DOMI

  • Autore: Marco Cirinesi

  • Anno: 2024

  • Genere: Noir / Thriller Psicologico