La presentazione di “Ostuni. Non mi cercare più…” diventa occasione di confronto pubblico sul contrasto all’illegalità economica, sul ruolo delle istituzioni e sulla responsabilità collettiva, a partire dalla forza della narrazione
La presentazione del thriller Ostuni. Non mi cercare più… di Luigi Del Vecchio, in programma venerdì 16 gennaio 2026 a Velletri, si inserisce in un percorso culturale che utilizza la letteratura come strumento di riflessione civile. L’incontro, ospitato presso la Concessionaria BMW SuperAuto T, propone un dialogo che va oltre il racconto narrativo per affrontare il tema dell’usura e delle sue profonde conseguenze sociali ed economiche.
Il romanzo diventa così punto di partenza per un confronto più ampio sul rapporto tra legalità, territorio e comunità, ponendo al centro il valore della prevenzione e il ruolo delle istituzioni nel tutelare cittadini e imprese. Un tema che Del Vecchio conosce profondamente per esperienza diretta, maturata nel corso di una lunga carriera dedicata al contrasto dell’illegalità economico-finanziaria.
All’incontro prenderanno parte figure di alto profilo istituzionale, a partire dai saluti di Saverio Capolupo, già Comandante Generale della Guardia di Finanza, e di Paolo Cianci, presidente dell’VIII Delegazione Lazio dell’International Police Association. A guidare il dialogo sarà Chiara Ercoli, vice sindaco del Comune di Velletri, in un contesto che restituisce alla presentazione una dimensione pubblica e partecipata.
Il libro, secondo capitolo della saga ambientata a Ostuni, riporta il lettore accanto al Commissario Vito Berlingieri, impegnato a fronteggiare un nuovo e inquietante riemergere del male. Una storia che esplora le fragilità individuali e collettive, mettendo in luce il confine sottile tra legalità e devianza, memoria e rimozione, giustizia e responsabilità.

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, affianca all’attività professionale un intenso impegno culturale, convinto che il racconto possa diventare veicolo di consapevolezza e strumento di educazione civile. La tappa di Velletri rappresenta, in questo senso, un momento significativo di incontro tra letteratura e società, in cui la parola scritta si fa occasione di ascolto, dialogo e riflessione condivisa.
Un appuntamento che conferma come la cultura possa contribuire in modo concreto alla costruzione di una coscienza collettiva più attenta ai temi della legalità e della tutela delle comunità.



