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C‘era una volta un Re che aveva un vocione così grosso e forte, da poter essere udito benissimo fino a dieci miglia lontano. Quando parlava, pareva tuonasse; e per ciò gli avevano appiccicato il nomignolo di re Tuono.
C’era una volta un re che aveva tre figliuole. Le due maggiori erano superbe e cattive, ma la minore era la più bella e buona creatura che ci fosse nel mondo, e non soltanto il padre e la madre andavano alteri di lei, ma anche tutti i loro sudditi.
C’era una volta una vecchia capra che aveva sette caprettini e li amava, come una madre ama i suoi bambini. Un giorno dovette andare nella foresta a cercare del cibo; chiamò a sé i sette piccoli e disse: «Cari figli, io devo recarmi nella foresta, state attenti al lupo, perché se entra, vi mangia con tutta la pelle e il pelo.
Il Sultano delle Indie da parecchi anni aveva nella sua vecchiaia la soddisfazione di vedere che tre principi suoi figliuoli, degni imitatori delle sue virtù, con una principessa sua nipote, facevano l’ornamento della sua Corte…
Il Nevrouz, vale a dire il nuovo giorno, che è il primo dell’anno e della primavera, così detto per eccellenza, è una festa solenne e antica in tutta l’estensione della Persia…
— Commendatore de’ credenti – diss’egli – per meglio far comprendere alla Maestà Vostra per quali mezzi son pervenuto alla grande prosperità di cui godo, debbo prima d’ogni altra cosa cominciare dal parlare di due amici intimi…
— Commendatore de’ credenti: la prima volta che vidi la mia consorte con viso scoperto, dopo che l’ebbero condotta in casa mia colle cerimonie ordinarie, fui lieto di non essere stato ingannato circa la sua bellezza…
— Commendatore dei credenti – rispose Baba-Abdalla – io son nato a Bagdad ereditando alcuni beni da mio padre e da mia madre, i quali morirono ambedue a pochi giorni di differenza. Quantunque io fossi in età poco avanzata, non lasciai nulla d’intentato onde aumentarli colla mia industria e colle mie cure, finalmente divenni…
Alcune volte proviamo trasporti di gioia sì straordinari, che comunichiamo questa passione a coloro che si avvicinano, e partecipiamo facilmente alla loro. Alcune altre, al contrario, siamo immersi in una melanconia sì profonda, che ci rendiamo insopportabili a noi stessi…