Il tessuto intellettuale contemporaneo si avvolge spesso in una serie di concetti enigmatici, una sorta di retorica sofisticata che promette rivoluzioni continue senza offrire sostanza.

In mezzo a questa nebbia verbale, emergono i cosiddetti “pluririvoluzionari”, individui che giocano con le parole senza offrire una vera guida per il cambiamento effettivo. Questi intellettuali, con i loro titoli accademici (veri o presunti tali) e la loro verbosità, si perdono talora in un labirinto di teorie complesse che, alla fine, non portano a nulla di concreto.

E sorge spontanea una critica acuta al fenomeno delle varie rivoluzioni epocali attuali o passate ravvisate come cause e concause di certe piaghe sociali. Ebbene, al di là della vernice accademica, queste “rivoluzioni” risultano essere poco più che etichette vuote, prive di una vera comprensione della realtà e delle sfide che essa presenta.

La globalizzazione, per esempio, viene spesso presentata come un fatto oggettivo senza considerare le sue complesse implicazioni sociali, economiche e ambientali. Mentre la descrizione dell’antropocene solleva più facilmente importanti questioni riguardo alla crescita demografica e all’impatto sull’ambiente, mancando di una riflessione critica sulle politiche e le azioni necessarie per affrontare questa sfida.

Similmente, il boom della comunicazione di massa e l’intelligenza artificiale vengono presentati come fenomeni inevitabili senza esaminare i suoi effetti sulla società e sulle relazioni umane. La questione femminile e il gender vengono trattati in modo superficiale, senza considerare le implicazioni etiche e sociali di queste trasformazioni.

Certe visioni vantano di disporre metodologie che pretendono di offrire una nuova prospettiva sulla società umana, ma finiscono per essere poco più che una pseudoscienza camuffata da rigorosa analisi sociologica. L’uso di termini complicati sembra più una parodia dell’approccio accademico che una seria proposta di ricerca.

Infine, vi è un proliferare di pubblicazioni mancanti di una chiara presa di posizione sulle questioni sociali e politiche affrontate. Invece di offrire soluzioni concrete ai problemi che descrive, ci si limita a una serie di osservazioni vaghe e generiche che non portano a nulla di significativo.

In conclusione, sono purtroppo numerosi i testi che si propongono di analizzare le sfide della società contemporanea, finendo per essere poco più di un esercizio accademico privo di sostanza. Per affrontare veramente le questioni che ci troviamo di fronte, abbiamo bisogno di una visione più critica e impegnata, che vada oltre le parole vuote e le etichette di moda.

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Antonio Rossello
Antonio Rossello, è nato a Savona nel 1964 e vive ad Albisola Superiore (SV). Padre di Francesco. Laureato in Ingegneria meccanica all'Università degli Studi di Genova nel 1989, diploma di Laurea internazionale Dr. HC in Sociologia rilasciato dall’Università Internazionale U.P.T.E.A.G. il 24/04/2024 . Dopo il Corso Allievi Ufficiali di Complemento presso la Scuola Militare Alpina di Aosta, ha prestato servizio militare, nell'Arma dei Carabinieri come Ufficiale con il grado di Sottotenente nel 1989/90. Attualmente in congedo con il grado di Tenente. Tornato alla vita civile, dal 1991 è alle dipendenze dell’azienda elettromeccanica genovese ANSALDO ENERGIA. E’ stato in trasferta per lavoro in vari Paesi europei, del Medio Oriente, dell’Africa del Nord e dell’Asia . Ha retto diversi incarichi civili ed associativi: membro dell’Assemblea del Corsorzio Depurazione Acque di Savona, Consigliere della Sezione di Savona e del Gruppo delle Albisole dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), prima Consigliere e, dal 2003 al 2011, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) Sezione di Savona. Tra i promotori di varie iniziative a carattere sociale, culturale e patriottico promosse da ANC, ANA e Conferenza permanente dei Presidenti delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e Patriottiche della Provincia di Savona . Ulteriormente Socio dell’ I.P.A. (International Police Association), dell’U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), dell’A.I.O.C. (Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche), della F.I.V.L. (Federazione Italiana Volontari per la Libertà) e donatore di sangue dell’A.V.I.S. Insignito dell’Onorificenza di Cavaliere della Repubblica (O.M.R.I.) nel 2007, Cavaliere di Ufficio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Ramo Spagna (2024), Refendario con titolo Grande Ufficiale di 1^ grado di Giustizia (KCLJ-J) dell'Ordine Militare ed Ospedaliero di Lan Lazzaro in Gerusalemme - Malta nel 2022, dell’Attestato di Beneremenza dell’U.N.U.C.I , della Benemerenza Rossa A.V.I.S e dell’Onorificenza di Primo Livello dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati (A.I.C.I.). E’ stato coinvolto, come coautore, nell’Antologia “Alpini e Carabinieri al servizio dell’Italia” pubblicata da ANC ed ANA nel settembre 2002. Nel 2012 ha ricevuto la consegna della medaglia d’argento della FIVL. E’ attualmente Web Editor dei siti ufficiali di alcuni artisti ed autori locali, Presidente del Centro XXV Aprile, Presidente della Federazione Provinciale di Savona e della Sezione delle Albissole dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati (A.I.C.I.), Segretario della Federazione Provinciale di Savona dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra (A.N.V.G.), Presidente della Federazione Provinciale di Savona dell'Istituto del Nastro Azzurro, Segretario Associazione Nazionale Carabinieri Sez. Varazze e Socio ANCRI (ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSIGNITI DELL'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA), membro direttivo sindacale di categoria. Cofondatore della Rassegna multiculturale “Dal Mare alle Langhe fino al Monferrato”, dal 2013 ad oggi promossa dal Centro XXV Aprile, congiuntamente ad altre Associazioni e alle Amministrazioni di Bubbio (AT), Monastero Bormida (AT), Ponti (AL), Denice (Al), Albisola Superiore (SV), Albissola Marina (SV).