Una serata davvero eccezionale, per energia, partecipazione e qualità musicale, quella dell’International Jazz Day nella Sala Borgna dell’Auditorium Parco della Musica, il 30 aprile alle ore 20. Rispetto agli altri anni, spesso costruiti come lunghe maratone, questa edizione ha scelto un formato più essenziale: una mattinata con le scuole e poi il concerto serale, centrato tutto sui giovanissimi.

Protagonista la Jazz Campus Orchestra diretta da Massimo Nunzi, con musicisti dagli otto ai diciotto anni. E quello che colpisce subito non è solo l’entusiasmo, ma la tenuta musicale. Perché nonostante l’età, il suono è già formato, l’ascolto tra loro è reale, gli ingressi sono precisi, gli assoli hanno un senso dentro il gruppo. Non è una dimostrazione scolastica: è già musica che funziona.

In sala si respira un’atmosfera particolare. Ci sono famiglie, amici, affezionati del jazz, ma anche semplici curiosi. E soprattutto si vede una cosa rara: il pubblico che ascolta davvero, senza distrazioni, quasi sorpreso da quello che sta succedendo sul palco.

Un ruolo importante lo hanno avuto anche le figure organizzative, a partire dalla Presidente Caria Gori e dalla Vicepresidente Sonia Peana, presenti in sala con continuità e partecipazione per tutta la serata. Il loro lavoro non si è limitato alla gestione dell’evento, ma ha dato forma a un progetto più ampio, in cui scuola, formazione musicale e collaborazioni artistiche si intrecciano a tutti i livelli. Ne emerge un’impostazione chiara: entusiasmo sì, ma anche metodo e visione, con una presenza discreta ma costante che sostiene ogni fase del percorso.

Tra i momenti più significativi della serata spiccano le premiazioni. La giovane contrabbassista Arabella Rustico riceve il Premio Franco Fayenz, riconoscimento dedicato alla memoria di una delle figure più autorevoli della critica jazz italiana. Un premio che evidenzia un profilo artistico già maturo, capace di muoversi con sicurezza tra dimensione strumentale e presenza musicale, e già ben inserito nel panorama jazz contemporaneo. In sala la risposta è immediata: un applauso lungo e convinto, quasi corale, che restituisce il peso del riconoscimento.

Poco dopo Nick The Nightfly riceve un omaggio, con Luca Barbarossa che interviene ricordando la loro amicizia e un percorso parallelo nel mondo della radio, tra musica e racconto.

Poi c’è la presenza che più di tutte rompe la distanza generazionale: Gegè Munari, 92 anni, sul palco con una leggerezza impressionante. Si scherza sulla sua età, ma quando attacca a suonare la distanza sparisce completamente. Non è una figura celebrativa: è un musicista pienamente dentro il presente della musica.

E l’apice della serata arriva nel dialogo tra Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani su Take Five: uno scambio serrato, fatto di frasi che si rincorrono e si rispondono, senza mai sovrapporsi. Tromba e sax costruiscono un vero dialogo, preciso e continuo, dove ogni intervento apre e rilancia quello successivo. In quei minuti il concerto cambia livello: non più solo esecuzione, ma racconto musicale puro. Alla fine la sala reagisce d’istinto: un “uau, bravi” che parte spontaneo e si trasforma subito in un applauso lungo e scrosciante.

Tra i giovani emergono soprattutto le voci di Oona Rea e Ava Alami, capaci di muoversi con naturalezza all’interno di contesti diversi. Rea si distingue in Lullaby of Birdland per controllo e leggerezza, mentre Alami trova uno spazio convincente in My Favourite Things e torna con sicurezza anche nei momenti d’ensemble. È uno dei segnali più chiari della serata: il livello medio è alto, molto più alto di quanto ci si aspetterebbe da un progetto formativo.

Lo stesso Barbarossa, intervenendo, non nasconde la sorpresa: non immaginava una qualità così compatta e già così matura.

Il concerto si chiude in un clima quasi da festa collettiva. Ma non è solo entusiasmo finale: è la sensazione precisa che qui il jazz non venga celebrato come repertorio, ma praticato come linguaggio vivo. E soprattutto che funzioni davvero quando passa di mano, senza paura, dai maestri a chi sta iniziando.

International Jazz Day Roma 2026

https://www.iljazzvascuola.eu/

Formazione – Jazz Campus Orchestra (International Jazz Day, Sala Borgna)

Direzione musicale: Massimo Nunzi

Ospiti e solisti

Fabrizio Bosso (tromba)
Rosario Giuliani (sax)
Nick The Nightfly (voce)
Gegè Munari (batteria)
Oona Rea (voce)
Ava Alami (voce)
Arabella Rustico (contrabbasso)
Giorgio Cuscito (sax)

Jazz Campus Orchestra

Ensemble giovanile composto da musicisti tra gli 8 e i 18 anni, articolato in sezione fiati, ritmica e voci.

Scaletta musicale – International Jazz Day (30 aprile, Sala Borgna)

Jazz Music Is
Omaggio ai grandi del jazz

Tiger Rag (Nick La Rocca)
Special guest: Giorgio Cuscito

Undecided (Charlie Shavers)
Special guest: Giorgio Cuscito, Arabella Rustico

A Night in Tunisia (Dizzy Gillespie)
Special guest: Rosario Giuliani, Arabella Rustico

Manteca (Dizzy Gillespie – Chano Pozo)
Special guest: Rosario Giuliani, Gegè Munari

Lullaby of Birdland (George Shearing)
Special guest: Oona Rea

Fly Me to the Moon (Bart Howard)
Special guest: Nick The Nightfly

Moanin’ + Praise the Lord (Bobby Timmons / Massimo Nunzi)
Special guest: Fabrizio Bosso, Nick The Nightfly

My Favourite Things (Rodgers & Hammerstein)
Special guest: Ava Alami

I Know You Know (Esperanza Spalding)
Special guest: Ava Alami, Oona Rea, Arabella Rustico

Cantaloupe Island (Herbie Hancock)
Finale con tutti gli ospiti