Nel 1836 Dumas scrive questa Chronique du Roi Pépin, come parte di una serie di cronache storiche che avevano lo scopo di popolarizzare le origini della monarchia francese. La storia è tratta dalla leggenda del ciclo carolingio di Berta dai grandi piedi, che è citata anche nella Storia di Carlomagno di Jean Baptiste Capefigue presente qui, in Liber Liber.
Scritta in una falsa lingua arcaica, conservata dal traduttore italiano (del 1845), finge di essere la cronaca originale della storia del matrimonio di Pipino il breve (figlio di Carlo Martello e padre di Carlo Magno) con Berta, che qui è figlia del re di Bretagna (in alcune versioni del Romanzo di Berta dai grandi piedi è figlia del re d’Ungheria o di Spagna), mentre nella realtà storica Bertrada di Laon era una nobile franca.
Come nella leggenda c’è uno scambio di persona: il maggiordomo infedele di Pipino durante il viaggio di Berta dalla Bretagna al castello del re, sostituisce la sposa con la propria figlia, ed incarica due servi di uccidere Berta e di portargli la prova dell’avvenuto delitto. Come in Biancaneve e i sette nani, i servi si pentono, liberano Berta sotto giuramento di non tradirli, e portano false prove al cattivo della storia. Berta viene ospitata prima da un carbonaio e poi da un mugnaio e vive in incognito mentre Re Pipino sposa la falsa principessa che gli darà numerosi figli. Tre anni dopo, Pipino si perde nel bosco e viene ospitato dal mugnaio, dove conosce Berta e concepisce con lei un figlio, che sarà Carlo. Lo scioglimento dell’equivoco non è dovuto ai grandi piedi della leggenda (grazie ai quali la madre di Berta riconosce la figlia), ma all’intervento di un filosofo/medico/astrologo del seguito di Pipino che legge nelle stelle tutta la verità. Solo all’età di dieci anni Carlo si troverà alla presenza di Pipino, che lo riconoscerà come figlio e punirà il maggiordomo infedele e la falsa moglie.
Sinossi a cura di Claudio Paganelli
Dall’incipit del libro:
Nell’anno 740 dalla natività di N. S. Gesù Cristo, regnando Costantino in Bisanzio, essendo trapassato Papa Gregorio, succedè ad esso Zaccaria I, e fu il novantesimosecondo pontefice di Roma.
Or dunque, il nuovo Papa era caldissimo per la fede Cristiana, e veggendo il Re di Francia Clotario essere eretico, il qual proteggeva i pagani nella loro malizia, scomunicollo di triplice scomunica, e toltagli la regale dignità pose in sua vece il principe Pepino; ed il principe Pepino, assistito da Carlomanno suo fratello, sottomise tutto il reame de’ Franchi, gli eretici distrusse, questi arrestando e abbruciando a seconda de’ loro meriti. E perchè sosteneva ed incoraggiva la fede Cattolica, così ne vennero alla sua corte tutti i prenci Cristiani e seco formarono alleanza.
E mediante tale alleanza fattasi una potentissima lega, re Pepino ed il germano discacciarono i pagani dall’Alemagna, perocchè erano due uomini forti e valorosi nella guerra; indi, banditi i pagani, Pepino e Carlomanno si divisero la comune conquista: Carlomanno n’andò a regnare in Francia, e Pepino si rimase con la sua gente nel castello di Weilhenstephan su la montagna di Ratisbona in Baviera, ove trovasi attualmente il Convento dei Benedettini, ciò facendo per tema che i pagani riprendessero forze e si accrescessero in Alemagna qualora egli con il fratello suo restasse tuttavia in Francia.
Scarica gratis: La cronaca del re Pepino di Alexandre Dumas [père].




