Alle 20:00 del 6 marzo 2026, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica era quasi completamente esaurita per il ritorno a Roma di Yuja Wang, assente dalla capitale da nove anni. Tra il pubblico si notavano musicisti e compositori illustri, come Nicola Piovani e la talentuosissima pianista Beatrice Rana in ormai evidente stato di attesa, Stefano Bollani con Valentina Cenni, a conferma dell’importanza dell’appuntamento. Il concerto ha subito un cambiamento rispetto al programma iniziale: il direttore previsto, Teodor Currentzis, è stato costretto a rinunciare per motivi di salute. Al suo posto è salito sul podio Eric Jacobsen, che ha diretto Barber e Debussy, mentre Yuja Wang ha assunto il doppio ruolo di solista e direttrice nel concerto di Prokofiev. La serata ha attraversato epoche e linguaggi diversi: dal lirismo novecentesco di Samuel Barber, alle atmosfere impressioniste di Claude Debussy, fino all’ironia virtuosistica di Sergej Prokofiev. Yuja Wang è apparsa sul palco con un abito audace e spettacolare (che qualcuno ha definito quasi da “circense”): molto scollato, scintillante di riflessi argentei, con una linea atletica che sembrava riflettere la sua energia musicale. Dopo un breve inchino al pubblico, si è seduta al pianoforte accolta da un caloroso applauso.

Samuel Barber – Concerto per pianoforte op. 38 – La serata si è aperta con il Concerto per pianoforte op. 38 di Samuel Barber, eseguito per la prima volta all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’opera è articolata in tre movimenti: Allegro appassionato, Canzone-Moderato e Allegro molto. Fin dalle prime battute, il primo movimento ha catturato l’attenzione con passaggi virtuosistici e ritmicamente complessi, mettendo in luce il carattere quasi funambolico dell’interpretazione di Yuja Wang. Il secondo movimento, Canzone, ha creato un’atmosfera sospesa ed elegiaca, con il pianoforte che dialogava con l’orchestra in un lirismo delicato. Nel finale, brillante e incisivo, il virtuosismo pianistico si intrecciava con l’orchestra in un gioco di contrasti e tensioni dinamiche. Yuja Wang ha dimostrato una notevole capacità di controllo formale e di respiro musicale. Gli applausi al termine sono stati fragorosi e prolungati, segno di un entusiasmo immediato e partecipato.

Claude Debussy – La Mer – Con La Mer di Debussy, Eric Jacobsen ha potuto mettere in evidenza la raffinatezza timbrica dell’orchestra. I tre schizzi sinfonici, De l’aube à midi sur la mer – Très lent, Jeux de vagues – Allegr e Dialogue du vent et de la mer – Animé et tumultueux hanno costruito un paesaggio sonoro mobile e cangiante, fatto di onde sospese, spruzzi orchestrali e improvvisi venti tempestosi. Il pubblico sembrava quasi seguire il movimento dei flutti musicali. La direzione di Jacobsen è apparsa precisa e sensibile ai colori orchestrali, capace di far emergere con chiarezza le molteplici sfumature dell’orchestrazione debussiana. Senza la presenza del pianoforte, l’orchestra ha mostrato tutta la sua compattezza e qualità timbrica.

Sergej Prokofiev – Concerto n. 2 in sol minore – Il momento culminante della serata è stato il Concerto n. 2 in sol minore di Prokofiev, affrontato da Yuja Wang nella doppia veste di pianista e direttrice. Per questa parte del concerto la pianista è tornata sul palco con un secondo abito, color bordò scuro con riflessi verdi luminosi. I quattro movimenti Andantino – Allegretto, Scherzo – Vivace, Intermezzo – Allegro moderato e Finale – Allegro tempestoso hanno offerto un terreno ideale per il suo virtuosismo acrobatico: passaggi fulminei, cadenze vertiginose, improvvisi cambi di carattere. Osservare Yuja Wang dirigere l’orchestra mentre affrontava simultaneamente la parte pianistica dava quasi l’impressione di assistere a una coreografia: gesti rapidi, sguardo attentissimo ai musicisti e una presenza scenica carica di energia teatrale. Lo Scherzo e l’Intermezzo hanno alternato moto perpetuo e marcia grottesca, mentre il Finale ha trascinato orchestra e pubblico verso un climax di energia travolgente.

I bis di Yuja Wang – A conclusione della serata, Yuja Wang ha offerto quattro bis, dimostrando ancora una volta la sua straordinaria versatilità: Frédéric Chopin – Valzer op. 64 n. 2 in do diesis minore; Sergej Prokofiev – Sonata n. 7 op. 83; Christoph Willibald Gluck – Dance of the Blessed Spirits (arr. Sgambati); Nikolai Kapustin – Concert Etude op. 40 n. 3 “Toccatina”. Il percorso attraversava epoche e stili diversi: dal lirismo elegante di Chopin e Gluck al virtuosismo moderno e percussivo di Prokofiev e Kapustin. Questa scelta ha confermato Yuja Wang come un’artista capace di muoversi con naturalezza tra linguaggi differenti, mantenendo sempre energia, precisione tecnica e una forte teatralità interpretativa.

In definitiva, il ritorno di Yuja Wang a Roma si è rivelato molto più di un semplice appuntamento concertistico. Tra virtuosismo trascinante, presenza scenica magnetica e una sorprendente capacità di dialogo con l’orchestra, la pianista ha offerto una serata di grande intensità musicale. Il pubblico della Sala Santa Cecilia ha salutato questo atteso ritorno con un entusiasmo raro, confermando come la personalità artistica di Yuja Wang continui a occupare un posto centrale nel panorama pianistico internazionale.

Dedizione e successo della serata di sabato 7 marzo – La serata di sabato ha assunto un significato ancora più speciale quando si è saputo che Yuja Wang era febbricitante. Nonostante ciò, la pianista è salita sul palco offrendo una performance intensa e generosa. Le tre serate del 5, 6 e 7 marzo si sono concluse con un autentico trionfo. La sala è stata sempre gremita, con applausi lunghi e calorosi. L’Accademia ha sottolineato il virtuosismo, il carisma e lo stile inconfondibile della pianista, insieme alla compattezza e alla qualità sonora dell’orchestra. Straordinaria anche la generosità di Yuja Wang che, nonostante le difficili condizioni fisiche, ha regalato al pubblico una lunga serie di bis, rendendo ogni appuntamento memorabile.

Programma del concerto di Venerdi 6 marzo

Direttore: Eric Jacobsen
Pianoforte: Yuja Wang

Orchestra Sinfonica dell’Academia Santa Cecilia

Samuel Barber – Concerto per pianoforte e orchestra op. 38

Claude Debussy – La Mer, tre schizzi sinfonici

Sergej Prokofiev – Concerto n. 2 in sol minore

Bis eseguiti da Yuja Wang:

  • Chopin: Valzer op. 64 n. 2

  • Prokofiev: Sonata n. 7 op. 83

  • Gluck: Dance of the Blessed Spirits (arr. Sgambati)

  • Kapustin: Concert Etude op. 40 n. 3 “Toccatina”

Foto di Copertina ed ultima foto nell’articolo: Musa

Roberto Buono