La scultrice Gabriella Oliva, curatrice e attivista, porta alla luce il contributo fondamentale delle donne nella lotta partigiana, anticipando le celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione, il Referendum del 2 giugno 1946 e il voto alle donne.
Un Mosaico di Coraggio: La Mostra “Donne e Memoria della Resistenza”
Il progetto espositivo “Donne e Memoria della Resistenza: verso la Libertà e la Democrazia” si colloca nel vivo delle celebrazioni nazionali, con un riferimento speciale all’80° Anniversario della Liberazione che si tiene nel 2025, e alla memoria del Referendum del 2 giugno 1946 e la nascita della Repubblica Italiana. Questo anniversario è particolarmente significativo perché commemora la fine dell’occupazione nazifascista e l’inizio di una nuova era democratica, culminata con l’esercizio del diritto di voto da parte di tutte le cittadine italiane per la prima volta.
La mostra itinerante, ideata per valorizzare la memoria storica della Resistenza italiana , pone una specifica enfasi sul contributo femminile, spesso trascurato ma essenziale nella lotta contro il nazifascismo e nella fondazione della democrazia italiana. Il progetto nasce dalla volontà e il sostegno dell’Associazione Centro XXV Aprile, che mette a disposizione la propria rete e il proprio apporto ideale, relazionale e logistico.
Storie di Donne per la Libertà
“Donne e Memoria della Resistenza: Verso la Libertà e la Democrazia” raccoglie le storie di donne resistenti provenienti da diverse regioni, integrando biografie, immagini, testi e citazioni letterarie. Il percorso non offre solo un quadro generale del ruolo femminile, ma lega ogni figura ai luoghi in cui ha operato, creando un vero e proprio mosaico geografico e umano della lotta di liberazione. Il linguaggio utilizzato è diretto e inclusivo, rendendo l’esposizione uno strumento prezioso di educazione civica e storica, particolarmente adatto ai più giovani.
Il biennio 1943-45 fu un periodo descritto dalle donne partigiane come una fase irripetibile ed esaltante della propria esistenza. Il loro contributo era mosso non solo dalla necessità di aiutare figli, mariti, fratelli e compagni, ma da una giusta causa: liberare l’Italia dall’occupazione nazista e repubblichina, porre fine alla guerra e rinnovare il Paese per un domani migliore. Queste donne non furono solo infermiere, staffette o ausiliarie, ma imbracciarono anche le armi, come la figura di Esla Oliva “Elsinki”.
Un ruolo di spicco è dedicato ad Adriana Filippi, maestra, Partigiana e War Artist. Filippi ha lasciato circa 160 opere tra quadri, disegni, pastelli e olii, che costituiscono un raro e prezioso archivio storico della vita vissuta durante i mesi della Resistenza a Boves. La mostra espone tre copie di suoi quadri concessi in prestito dal Comune di Boves: “Grigio-verde alla deriva”, “Visione di Boves in fiamme” e “Tristi rimembranze”.
Dettagli dell’Esposizione

La mostra è in programma dall’11 al 18 dicembre 2025 presso Former- Formazione e Consulenza Genova, in via Sottoripa 1a/69, 5° piano.
Inaugurazione: Giovedì 11 dicembre, ore 17.00.
Orario di visita: Da lunedì a venerdì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.
Sintesi schede presentate:
L’iniziativa vanta il patrocinio della Città di Boves ed è realizzata con il supporto dell’Associazione Centro XXV Aprile, l’A.N.P.I. Sezione di Rivalta Bormida “Paolo Bocca Alexander” e l’Associazione Italiana Combattenti Interalleati . Si ringraziano per la collaborazione: il dott. Matteo Sebastiano Ravera (Sindaco di Boves) , la dott.ssa Daniela Rebuffo (Responsabile manifestazioni di Boves) , la Dott.ssa Carlotta Aimale (responsabile Biblioteca di Boves) , la dott. Enrica Giordani (curatrice Museo “Adriana Filippi” e Presidente Provinciale ANPI Cuneo) , Francesco Marzio (responsabile Biblioteca Norberto Bobbio di Rivalta Bormida Al) e Giovanni Pisano (Presidente ANPI Rivalta Bormida Al).
La Curatela di Gabriella Oliva: Arte e Impegno Civico
La curatrice della mostra è Gabriella Oliva, figura mirabile di attivismo sociale che unisce l’arte all’impegno per dare la giusta prospettiva del ruolo femminile nella storia nazionale. La Oliva è, infatti, vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Combattenti Interalleati e Consigliere del Centro XXV Aprile. Nata a Genova, ha conseguito la maturità scientifica e si è in seguito formata presso il liceo artistico, dove il laboratorio di discipline plastiche le ha “aperto un mondo”.
La sua carriera artistica la vede scultrice, formatasi anche nella lavorazione del marmo con Luisa Caprile, sebbene la sua predilezione sia per materiali come legno e marmo, piuttosto che l’argilla, per mantenere il controllo sul risultato . Gabriella Oliva è nota per utilizzare in gran parte materiali riciclati — carta (cartapesta), linoleum, scarti di legno, di pelli e marmi — e per il suo approccio che non si lega a un unico “stile personale” .
Le sue opere nascono da uno stimolo dato da un libro, una poesia o da riflessioni sulla società, che le si presenta come un’immagine dettagliata, materiale compreso. Nelle sue sculture, la figura femminile è spesso rappresentata in forma stilizzata per denunciare gli aspetti negativi della società, come in “Afflizioni africane”, “Sempre+sempre-accoglienza” e “Two Women” [fonte esterna]. In “Two Women”, ad esempio, contrappone la figura della “Madonna Angelicata” (stereotipo del femmineo) a una donna con il burka (negazione della libertà), ma con le sinuosità femminili evidenti sul retro per affermare il “diritto di essere”.
Il suo impegno nel curare questa mostra si inserisce perfettamente nel suo percorso, volto a denunciare le ingiustizie (come con l’installazione “I bersagli” contro l’escalation dei morti civili) e a valorizzare le figure che hanno lottato per la libertà e la dignità, incarnando un ponte ideale tra la memoria storica e l’attivismo contemporaneo.
FONTE: CENTRO XXV APRILE




