Ugo Santamaria
Mentre i mari piú lontani rosseggiavano d'italiano sangue che italiane destre versavano; mentre gli scogli della Propontide si procacciavano una funesta rinomanza per la battaglia de' legni liguri e de' veneziani…
Sempre avido, come è natura de' giovani, di nuovi commovimenti, e desioso di attingere ne' luoghi che furono teatro di celebri fatti, quel vigore che talvolta s'estingue nello strettoio delle comuni sventure, quel vigore che in noi si ridesta alla vista della schietta natura, alla rimembranza di grandi avvenimenti…
I piaceri ebbero ancora bastanti attrattive per cancellare dalla mia memoria tutte le pene e i mali ch’io aveva sofferti, senza potermi togliere il desiderio di fare nuovi viaggi. Comprai delle mercanzie, le feci imballare e caricare sopra vetture, e partii…
Si racconta che c‘era una volta un Re, il quale avea dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Non vi mancava albero di sorta; ma il più raro e il più pregiato, era quello che produceva le arance d‘oro.
Quando arrivava la stagione delle arance, il Re…
I piaceri – diss’egli – e i divertimenti che presi dopo il terzo viaggio, non ebbero attrattive abbastanza per determinarmi a non più viaggiare…
Nel 1855, domiciliatomi a Pavia, m’era dato allo studio del disegno in una scuola privata di quella città; e dopo alcuni mesi di soggiorno aveva stretto relazione con certo Federico M. che era professore di patologia e di clinica per l’insegnamento universitario, e che morì…
Il sor Timoteo Disgraziati era un uomo che non gliene andava una bene. Se si fosse messo a fare il fornaio è certo che i medici avrebbero proibito al genere umano di cibarsi di pane, perché dannoso all’anima ed al corpo, e il genere umano avrebbe ubbidito ciecamente…
Subito perdei nella dolcezza della nuova vita la memoria dei pericoli corsi ne’ miei due viaggi: siccome io era nel fior dell’età, mi annoiai di vivere in riposo, e scacciando dal mio pensiero l’idea dei nuovi pericoli che andava ad affrontare, partii da Bagdad…
La contessa Flavia Andorno era simpatica, aveva ventotto anni, quarantamila lire di rendita per dote e non prendeva marito. Ogni tanto ne rifiutava uno. La contessa Flavia leggeva molto…





