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Ugo Santamaria

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C'era una volta un Calamaio sopra un tavolino, nella cameretta d'un Poeta; e qualcuno, guardandolo, disse un giorno: «Fa meraviglia pensare a tutto quello che può venir fuori da un calamaio. Chi sa che ne uscirà ora? Davvero ch'è meraviglioso!»
Un vecchio ed una vecchia abitavano in riva al mare. Vivevano in una povera capanna da trentatré anni, il vecchio pescava, la vecchia filava. Una volta il vecchio andò al mare e gettò la rete, ma quando l’ebbe ritirata la trovò vuota; gettò la rete una seconda volta, e non conteneva che qualche alga marina; infine la gettò la terza volta e ne trasse un pesciolino, ma un pesciolino che non somigliava punto agli altri, giacché era tutto d’oro.
Struggevasi la moglie del bottajo Màrchica dal desiderio di desinare una volta sola almeno, nelle feste, in compagnia del marito, il quale ogni anno, il primo dí e a Carnevale, a Pasqua, a Natale, era solito di raccogliere intorno alla sua tavola parenti e amici con vivo rincrescimento della moglie, anzi a suo marcio dispetto.
Due grandi navi erano state mandate verso il Polo Nord, per verificare e stabilire i confini delle ultime terre, che si allungano lassù nel mare, e per esplorare sin dove fosse dato agli uomini di giungere.
Un bambino dorme. C’è un bricco di latte pronto per il suo risveglio. Un topo si beve il latte. Il bambino, non avendo il latte, strilla e la mamma strilla. Il topo disperato si batte la testa contro il muro…
I salti di Bottuda sono campagne assai distanti dal paese omonimo, e per arrivare alla chiesetta intorno a cui si fa la festa campestre, bisogna attraversare una valle, un bosco, una pianura.
ono andati a svegliarlo sulla poltrona nella stanza di là, se voleva vederla un'ultima volta prima che il coperchio fosse saldato sulla cassa.
Si era istituito un premio per il miglior corridore; anzi, due premii, uno grande e uno piccolo, per i due migliori corridori, — e non in una gara soltanto, ma durante tutto un anno.
Un giorno d’agosto, nelle ore piú calde, una mosca spiccò il volo da una finestra della palazzina in cui viveva da tre mesi, discese nel giardino, e da un cespuglio a una rosa a un arbusto a una siepe s’andò a posare dentro un capanno rivestito di convolvoli, sulla spalliera d’un sedile di ferro; dove, con sorpresa, si trovò davanti una sua simile, non mai vista da lei prima d’allora, che pareva stupita e inquieta di trovarsi là, come un viandante smarrito in una foresta.