La Messa Glagolitica (Ceco: Glagolská mše, Church Slavonic: Mša glagolskaja, o anche Missa Glagolitica o Messa Slavica) è una grande composizione per doppio coro, orchestra, 4 solisti e organo del musicista ceco Leoš Janáček, commissionata come brano per celebrare l’anniversario dell’indipendenza della Cecoslovacchia nel 1926 ed è ad oggi considerata dai critici musicali una delle sue composizioni più importanti ed eseguite, assieme alla Sinfonietta e alle sue opere liriche.

L’idea per la composizione è stata suggerita da un amico clericale che, criticando la scarsità di musica religiosa in Cecoslovacchia, ha suggerito all’amico compositore di cimentarsi in una messa egli stesso, ma che però doveva essere diversa dalle solite messe musicali orchestrali. Perciò Janáček, un ateo convinto e fervente critico della Chiesa Cristiana, ha optato per una tradizionale impostazione latina e ha scelto di musicare un testo slavo della vecchia chiesa ceca (anche se in realtà è un ibrido della lingua estinta). Il termine “glagolitico” si riferisce infatti all’alfabeto originale in cui era scritto lo slavo della vecchia chiesa ceca.

La Messa fu iniziata poco dopo il viaggio di Janáček in Gran Bretagna nel 1926 e i suoi cinque movimenti vocali corrispondono alla messa cattolica (meno “dona nobis pacem” nell’Agnus). In effetti i lavori per la creazione della messa iniziarono come ambientazione latina del Kyrie, Agnus e Credo per organo e coro, già nel 1908. L’opera fu soggetta a una serie di successive alternanze sia del compositore che anche dopo la sua morte quando l’opera fu pubblicata.

Sebbene questa versione sia considerata la versione “standard” eseguita oggi del lavoro, la ricerca effettuata sui manoscritti di Janáček suggerisce che anche l’Intrada doveva essere suonata all’inizio dell’opera, creando una forma simmetrica a nove movimenti con il Věruju al centro. Inoltre, è stato rivelato che diverse altre sezioni del lavoro sono state semplificate in termini di misurazione e orchestrazione. Alcuni dei movimenti sono rielaborazioni delle precedenti composizioni di Janáček: lo Svet, per esempio, deriva dal Sanctus della Messa stessa del compositore in Mi minore.

Janáček ha una vasta esperienza nel lavoro con i cori, oltre a scrivere una grande quantità di musica corale. Comincia e si chiude con fanfare trionfali dominate dall’ottone. Tra queste sezioni si trova la scrittura particolarmente vibrante e ritmata per voci soliste e coro. Prima della chiusura della Intrada Janáček introduce un assolo di organo drammatico di notevole originalità, un moto perpetuo di energia selvaggia.

Note tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Messa_Glagolitica

  • Organico: soprano, contralto, tenore, basso, coro misto, 4 flauti (anche ottavini), 2 oboi, corno inglese, 3 clarinetti (3 anche clarinetto basso), 3 fagotti (3 anche controfagotto), 4 corni, 4 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, grancassa, triangolo,tam-tam, piatti, campana, 2 arpe, celesta, organo, archi
  • Composizione: Luhacovice, 2 agosto – 15 ottobre 1926
  • Prima esecuzione: Brno, Beseda, 5 dicembre 1927
  • Edizione: Universal Edition, Vienna, 1928 (canto e pianoforte) e 1929 (partitura)
  • Dedica: Dr. Leopold Prečan, arcivescovo di Olmütz

Scarica gratis: Messa Glagolitica di Leoš Janáček. Karel Ančerl dirige l’Orchestra Filarmonica Ceca in una esecuzione del 1966.