Una voce potente, una scaletta costruita sulle parole e sulle melodie dei grandi cantautori italiani e un dialogo continuo con il pubblico e con i musicisti. Ai Mulini Marzoli, struttura del Comune di Torre del Greco nell’area del porto, Karima porta il suo “Canta Autori”, il progetto dedicato alla grande canzone italiana, per la penultima tappa di “Jazz d’Autunno”.
Il concerto, gratuito, si svolge il 25 settembre davanti a un pubblico numeroso. Arrivare presto permette di sistemarsi nelle prime file e di vivere la serata da vicino, in un’atmosfera decisamente più agevole rispetto alla grande ressa che aveva accompagnato il concerto di Sergio Cammariere.
“Canta Autori” non è un album in uscita: il disco è già stato pubblicato nel 2025 e raccoglie le interpretazioni di Karima di alcuni grandi autori della musica italiana. Nell’autunno 2026 è prevista anche la versione in vinile.
Sul palco Karima conferma soprattutto una cosa: il talento di una voce che non ha bisogno di forzare per imporsi. La sua impronta soul e blues è fortissima, la vocalità è ampia, ricca di sfumature e soprattutto di una notevole estensione. Karima passa con naturalezza dai momenti più raccolti alle aperture vocali più intense, mantenendo sempre un controllo sorprendente.
Ma la sua forza non è soltanto tecnica. È il modo in cui utilizza la voce per entrare dentro le canzoni. Karima è un’interprete nel senso più pieno del termine: non si limita a riproporre brani conosciuti, ma li attraversa, li personalizza e riesce a restituirli al pubblico con una sensibilità che li fa apparire, per qualche minuto, quasi nuovi.
La sua voce ha una riconoscibile anima nera, soul e blues, ma non perde mai il legame con la tradizione della canzone italiana. Ed è proprio questo equilibrio a rendere particolarmente riuscito il progetto “Canta Autori”: Karima prende canzoni che appartengono alla memoria collettiva e le porta dentro il proprio mondo musicale senza cancellarne l’identità.
La serata parte con “Fortuna” di Mario Venuti, per poi entrare immediatamente nel territorio di Pino Daniele con “Che ore so’”.
E proprio Pino Daniele diventa uno dei fili conduttori del concerto. Karima racconta al pubblico che cantare Pino qui è una sfida particolare, perché queste sono le terre in cui le sue canzoni sono conosciute e amate in modo profondissimo. Non è semplice confrontarsi con un repertorio così radicato nell’identità musicale del territorio.
Karima, però, affronta quella sfida con sicurezza e personalità. Non cerca di imitare Pino Daniele e non prova a sovrapporsi alla sua interpretazione originale: la canzone passa attraverso la sua vocalità e diventa parte del suo racconto.
Dopo “Che ore so’” arrivano “Anna e Marco” di Lucio Dalla, “Buonanotte a te” di Fabio Concato e “Quando l’amore se ne va” di Edoardo De Crescenzo. Poi ancora Pino Daniele con “Anna verrà”.
È una serata nella quale Karima non rimane mai distante dal palco. Parla, scherza, ascolta le reazioni della platea e soprattutto dialoga con i musicisti. La sua presenza scenica è naturale, mai costruita, e contribuisce a dare al concerto un’atmosfera molto personale.
Con Gabriele Evangelista, al contrabbasso, nasce un vero e proprio gioco musicale: voce e strumento si rincorrono, si rispondono, si provocano ritmicamente. Karima non si limita a cantare sopra l’accompagnamento: ascolta, reagisce, rilancia. È uno degli aspetti che raccontano meglio la sua maturità artistica.
Al pianoforte c’è Piero Frassi, e anche con lui non mancano le battute. Karima parla della “gente di mare”, sostenendo che chi viene dal mare sa cantare bene. E allora arriva anche il gioco con Frassi, originario di Pisa, città che per Karima non avrebbe proprio lo stesso rapporto con il mare e con quella particolare tradizione del canto.
Alla batteria c’è Bernardo Guerra, che nella parte finale del concerto si prende un lungo spazio solistico.
Poi arriva “Prendila così” di Lucio Battisti e il pubblico viene chiamato direttamente in causa. Karima invita a cantare e la platea risponde. È uno dei momenti in cui il confine tra palco e pubblico sembra quasi scomparire.
La scaletta prosegue con “Scrivimi” di Nino Buonocore, “Io solo, io” di Domenico Modugno e “Il nostro concerto” di Umberto Bindi.
Nel frattempo la serata cambia lentamente atmosfera. Karima guarda verso l’alto, verso la luna comparsa sopra i Mulini Marzoli. E la luna, quella stessa luna che tante volte torna nelle parole delle canzoni italiane, diventa quasi un altro elemento del concerto. Per qualche istante sembra che anche il cielo faccia parte della scenografia.
Nel corso dell’esibizione Karima toglie anche il corpetto bianco con cui ha iniziato la serata. Intanto la temperatura è scesa, mentre la musica continua e la luna rimane sopra il palco.
Arriva quindi “Rosalina” di Fabio Concato, altro momento di grande partecipazione. Ancora una volta Karima lascia cantare il pubblico e la risposta della platea è immediata. È uno dei brani nei quali quella “gente di mare” di cui ha parlato poco prima può davvero dimostrare di saper cantare.
E ancora una volta Karima dimostra di saper governare perfettamente la serata: lascia spazio alla platea, la ascolta, la accompagna e poi riprende il controllo del brano con quella voce che rimane il vero centro del concerto.
Verso la conclusione Bernardo Guerra si prende un lungo assolo di batteria, mentre Karima e gli altri musicisti costruiscono l’ultimo tratto del concerto.
Sembra finita, ma arriva il bis. Karima torna sul palco con “Come in ogni ora”, il brano con cui partecipò al Festival di Sanremo nel 2009.
È un finale significativo: dopo aver attraversato per tutta la serata le canzoni degli altri, Karima torna per un momento a una canzone che appartiene direttamente alla sua storia.
E forse è proprio qui che si comprende fino in fondo il senso di “Canta Autori”. Karima dimostra di avere una voce capace di misurarsi con repertori diversissimi, ma anche una personalità abbastanza forte da non scomparire mai dietro le canzoni che interpreta.
Ma la serata non finisce con l’ultima nota.
Dopo il concerto Karima rimane ai Mulini Marzoli per il firmacopie. Firma vinili e CD, si concede alle fotografie, saluta il pubblico e si ferma a parlare con le persone. Nessuna fretta di lasciare il luogo del concerto, nessuna distanza tra l’artista e chi è venuto ad ascoltarla.
Ed è forse proprio questo uno dei ricordi più belli della serata: dopo aver cantato le parole di Dalla, Daniele, Concato, De Crescenzo, Battisti, Buonocore, Modugno e Bindi, Karima rimane lì, in mezzo alle persone.
Il palco si spegne, ma la serata continua ancora per qualche minuto tra firme, fotografie, saluti e parole scambiate con il pubblico.
Ai Mulini Marzoli rimane una voce di grande livello, potente, elegante e capace di attraversare la grande canzone italiana senza perdere la propria identità. Rimane un’artista che sa cantare, interpretare e soprattutto raccontare le canzoni, con una presenza sul palco che non ha bisogno di artifici per conquistare l’attenzione.
E, sopra il palco, una luna che per tutta la sera sembra essersi presa il suo piccolo spazio dentro quelle stesse canzoni.
La scaletta
- Fortuna — Mario Venuti
- Che ore so’ — Pino Daniele
- Anna e Marco — Lucio Dalla
- Buonanotte a te — Fabio Concato
- Quando l’amore se ne va — Edoardo De Crescenzo
- Anna verrà — Pino Daniele
- Prendila così — Lucio Battisti
- Scrivimi — Nino Buonocore
- Io solo, io — Domenico Modugno
- Il nostro concerto — Umberto Bindi
- Rosalina — Fabio Concato
Bis:
12. Come in ogni ora — Karima





