Un’analisi critica dei movimenti alternativi può rivelare il rischio di “parlare molto senza dire nulla di sostanziale”.

Dai Beat agli Hippie: Quando la Controcultura Nasconde l’Habitūs del Discorso Vuoto

La storia è ricca di movimenti controculturali, nati in contrapposizione ai valori e alle norme dominanti della società. Spesso, questi gruppi hanno rappresentato l’avanguardia del cambiamento sociale, sfidando lo status quo e proponendo nuove visioni del mondo. Tuttavia, non tutti i movimenti controculturali sono stati ugualmente validi o progressisti. In alcuni casi, dietro la facciata della ribellione e dell’anticonformismo si celava un habitus, ovvero un insieme di comportamenti e atteggiamenti tipici di un certo gruppo sociale, caratterizzato da un discorso vuoto e privo di contenuti.

Esempi storici di controculture con habitus di vacuità:

  • I Beat: Nati nella New York degli anni ’50, i Beat si caratterizzavano per un atteggiamento anticonformista e una vita bohémien. Tuttavia, la loro enfasi sulla spontaneità e sull’individualismo spesso sfociava in una retorica nichilistica e priva di senso. Figure come Allen Ginsberg e Jack Kerouac, pur essendo poeti di talento, spesso si perdevano in lunghe digressioni senza un filo conduttore, lasciando il lettore disorientato e confuso.

  • Gli Hippie: Protagonisti della controcultura degli anni ’60, gli hippies propugnavano l’amore, la pace e la libertà. Tuttavia, il loro pacifismo e la loro enfasi sul “vivere il presente” potevano a volte tradursi in apatia e disimpegno sociale. La loro filosofia, pur nobile negli intenti, spesso si perdeva in slogan vaghi e in una comunicazione superficiale, incapace di affrontare seriamente le problematiche del tempo.

Come distinguere una vera controcultura da una vuota imitazione:

  • Profondità di pensiero: Le vere controculture si basano su una critica solida e articolata della società. I loro membri non si limitano a slogan superficiali, ma elaborano idee complesse e alternative.
  • Coerenza tra parole e azioni: I membri di una vera controcultura non si limitano a professare i loro valori a parole, ma li mettono in pratica nella loro vita quotidiana.
  • Impegno sociale: Le vere controculture non si isolano dalla società, ma cercano di cambiarla attivamente. Si impegnano in azioni concrete per promuovere i loro ideali e migliorare il mondo.

In conclusione, le forme di controcultura possono essere un potente strumento di cambiamento sociale. Tuttavia, è importante distinguere le vere controculture, basate su un pensiero profondo, un’azione coerente e un impegno sociale, dalle imitazioni vuote e prive di contenuti. Solo le prime possono portare a un vero progresso, mentre le seconde rischiano di ridursi a semplici fenomeni di moda passeggeri.

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Antonio Rossello
Antonio Rossello, è nato a Savona nel 1964 e vive ad Albisola Superiore (SV). Padre di Francesco. Laureato in Ingegneria meccanica all'Università degli Studi di Genova nel 1989, diploma di Laurea internazionale Dr. HC in Sociologia rilasciato dall’Università Internazionale U.P.T.E.A.G. il 24/04/2024 . Dopo il Corso Allievi Ufficiali di Complemento presso la Scuola Militare Alpina di Aosta, ha prestato servizio militare, nell'Arma dei Carabinieri come Ufficiale con il grado di Sottotenente nel 1989/90. Attualmente in congedo con il grado di Tenente. Tornato alla vita civile, dal 1991 è alle dipendenze dell’azienda elettromeccanica genovese ANSALDO ENERGIA. E’ stato in trasferta per lavoro in vari Paesi europei, del Medio Oriente, dell’Africa del Nord e dell’Asia . Ha retto diversi incarichi civili ed associativi: membro dell’Assemblea del Corsorzio Depurazione Acque di Savona, Consigliere della Sezione di Savona e del Gruppo delle Albisole dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), prima Consigliere e, dal 2003 al 2011, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) Sezione di Savona. Tra i promotori di varie iniziative a carattere sociale, culturale e patriottico promosse da ANC, ANA e Conferenza permanente dei Presidenti delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e Patriottiche della Provincia di Savona . Ulteriormente Socio dell’ I.P.A. (International Police Association), dell’U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), dell’A.I.O.C. (Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche), della F.I.V.L. (Federazione Italiana Volontari per la Libertà) e donatore di sangue dell’A.V.I.S. Insignito dell’Onorificenza di Cavaliere della Repubblica (O.M.R.I.) nel 2007, Cavaliere di Ufficio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Ramo Spagna (2024), Refendario con titolo Grande Ufficiale di 1^ grado di Giustizia (KCLJ-J) dell'Ordine Militare ed Ospedaliero di Lan Lazzaro in Gerusalemme - Malta nel 2022, dell’Attestato di Beneremenza dell’U.N.U.C.I , della Benemerenza Rossa A.V.I.S e dell’Onorificenza di Primo Livello dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati (A.I.C.I.). E’ stato coinvolto, come coautore, nell’Antologia “Alpini e Carabinieri al servizio dell’Italia” pubblicata da ANC ed ANA nel settembre 2002. Nel 2012 ha ricevuto la consegna della medaglia d’argento della FIVL. E’ attualmente Web Editor dei siti ufficiali di alcuni artisti ed autori locali, Presidente del Centro XXV Aprile, Presidente della Federazione Provinciale di Savona e della Sezione delle Albissole dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati (A.I.C.I.), Segretario della Federazione Provinciale di Savona dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra (A.N.V.G.), Presidente della Federazione Provinciale di Savona dell'Istituto del Nastro Azzurro, Segretario Associazione Nazionale Carabinieri Sez. Varazze e Socio ANCRI (ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSIGNITI DELL'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA), membro direttivo sindacale di categoria. Cofondatore della Rassegna multiculturale “Dal Mare alle Langhe fino al Monferrato”, dal 2013 ad oggi promossa dal Centro XXV Aprile, congiuntamente ad altre Associazioni e alle Amministrazioni di Bubbio (AT), Monastero Bormida (AT), Ponti (AL), Denice (Al), Albisola Superiore (SV), Albissola Marina (SV).