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Archivi Mensili: Marzo 2010

On-line, su Liber Liber, c'è il volume secondo dell'opera "Fra Tommaso Campanella : la sua congiura, i suoi processi e la sua pazzia...
Francis Scrymgeour, contabile alla Banca di Scozia in Edimburgo, era giunto all’età di venticinque anni vivendo una sua quieta, onorata, domestica vita.
— Poichè parlate del prezzo di certi uccelli, io vi dirò che ho veduto uno struzzo che costava trecento sterline, – disse l’imbalsamatore. – Sì, trecento sterline!.... e ne ho veduto un altro per il quale il venditore ne ha rifiutate quattrocento....
— E questo, – disse il professore di bacteriologia, – è il celebre bacillo del colèra! E così dicendo poneva il vetrino preparato sotto la lente del microscopio. Il visitatore dalla faccia pallida si curvò curiosamente verso l’istrumento.
Dunque uccidere era cosa tanto facile? Si fermò per un solo istante nella sua corsa e guardò dietro a sé. Nella lunga via rischiarata da pochi fanali vide giacere a terra il corpo di quell'Antonio di cui egli neppure conosceva il nome di famiglia e lo vide con un'esattezza di cui subito si meravigliò.
Rilessi nel vecchio quaderno, dove l’avevo trascritta molti anni addietro, questa sentenza di Lessing: “Lass dir eine Kleinigkeit nicht n’äher gegehen als sie werth ist” (Non lasciarti toccare da un’inerzia più ch’essa nol meriti).
“No, non ridere!”, esclamò Lelio Giorgi, interrompendosi. “Come vuoi che non rida?”, rispose Mongeri. “Io non credo agli spiriti”. “Non ci credevo… e non vorrei crederci neppur io” riprese Giorgi. “Vengo da te appunto per avere la spiegazione di fatti che possono distruggere la mia felicità, e che già turbano straordinariamente la mia ragione”.
La settimana dopo che Taffimai Tallumai (per brevità la chiameremo ancora Taffy) ebbe commesso quell’errore intorno all’arpione di suo padre e allo Straniero e alla lettera disegnata e al resto, essa andò di bel nuovo a pescare col papà.
Nel principio degli anni, quando il mondo era ancora nuovo nuovo, e gli animali cominciavano appena a lavorar per l’uomo, vi era un cammello, che viveva in mezzo a un grande deserto, perchè non voleva lavorare.